Teatro stabile del Kosovo

Rieccoci brevemente online dopo i bagordi natalizi.

So che molti dei 12-13 lettori di samopravo saranno venuti a farmi visita sperando di trovare qualche commento sulle recenti elezioni (ma tanto si sapeva come andava a finire) o sul fatto che il povero Hashim sia ormai più noto per le sue discutibili competenze in nefrologia e cardiochirurgia, piuttosto che in economia e politologia (ma dopo la foto pubblicata su Libero di lui che fa “ucci ucci” accarezzando un bambino Serbo non c’era più nulla da aggiungere).

Comunque, molti dei delusi hanno lasciato qualche vivace commento, che vi invito a leggere come sempre (e come sempre ho levato quelli di puro insulto).

Piuttosto, volevo segnalare un documentario che il mio amico Roberto ha appena finito di girare.

Questo è il trailer.

Il documentario dovrebbe essere presto disponibile sulla Rete in versione integrale. Quando così sarà non mancherò di farvelo sapere. Se poi qualcuno volesse contattare Roberto mi può scrivere in privato.

Alla prossima!

Cosa succede in citta'

Ricevo da Belgrado e volentieri pubblico:

Cosa succede in citta’

Eppure la Serbia, o meglio una parte di, ci prova. Ad invitare I turisti, ad accogliere gli ospiti stranieri con fiumi di rakija e di musica, e gli imprenditori con applausi e sgravi fiscali. A vincere l’Eurovision, a organizzare le Olimpiadi studentesche, a fare le fiere del libro, della techno, della salsiccia e della tromba. A firmare gli accordi con l’UE, ad accogliere I capi di stato americani.

Ma pare ci sia qualcosa, un ribollio sotterraneo che aspetta solo il momento giusto per esplodere e far riparlare dei Serbi come di un’orda di slavi feroci assetati di distruzione.

Della gay pride a Belgrado ormai sanno tutti, ne hanno parlato tutti i TG ed era fra i primi titoli di BBC e CNN domenica sera. Quella che nelle principali capitale europee e’ una festa di musica e colori qui e’ diventata guerriglia urbana, con 140 feriti, negozi e macchine distrutte, sedi di partito bruciate, persino il centro mammografico danneggiato. In tutto 1 milione di euro, un conticino piuttosto salato…

Per carita’, la gay pride in se’ e’ andata bene. Nessun disordine, tutto secondo i piani, con la partecipazione dei media e di personalita’ internazionali, con I palloncini e le bandiere arcobaleno. Tutto in una piccola oasi protetta da 5 cordoni di poliziotti e sorvolata da elicotteri. I 1000 manifestanti hanno fatto il giro del parchetto (davvero…) e poi una festa al chiuso.

Intanto fuori 6000 giovanissimi pischelli incappucciati mettevano a ferro e a fuoco la citta’.

Chi sono dunque I vincenti di questa giornata?

Il governo, certo. Ha finalmente organizzato la gay pride, dopo tanti anni, dopo le violenze estreme durante la parata del 2001, dopo avere tutto annullato l’anno scorso. E’ riuscito a garantire protezione quasi assoluta ai partecipanti circondandoli di polizia, e agli organizzatori scortandoli fino a casa. “Il governo ha passato il test, la lotta per una Serbia normale continua” titola Danas lunedi’.

La polizia, anche. E’ riuscita ad impedire disastri peggiori, morti e feriti gravi. Ha garantito la sicurezza delle alte personalita’ alla manifestazione. Ha arrestato 207 pischelli. E’ stata tutto il giorno presente. E si e’ presa un bel po’ di botte.

Forse per la pirma volta in Serbia, la polizia ha preso le parti della parata, dei “buoni”.

Persino il poliziotto Sasha, il piu’ guardato su youtube per la creativa abbondanza di insulti riversati sui pischelli, nelle interviste si fa paladino della liberta’ di espressione. Non male, dopo le bastonate e I lacrimogeni ai dissidenti sotto Milosevic…

L’immagine e il ruolo della polizia cambiano, questa secondo alcuni e’ la cosa piu’ importante della parata storica:

http://balkans.blog.lemonde.fr/2010/10/11/cest-mon-belgrade-que-tu-es-venu-casser/

Poi chi? Anche i giornalisti, si’, che per una volta non si sono nemmeno ammaccati.

E I gay e le lesbiche? Ha gia’, la parata era per loro. “Si’ dai, qualche gay e’ venuto ” mi dice un’amica dalla parata.

Non si sa quanto siano contenti loro. Di sicuro sono ancora meno amati, e la gente associera’ I gay a una giornataccia da stare tappati in casa con le finestre chiuse, o forse alla macchina sfondata o alla vetrina della bottega in frantumi.

“La parata della violenza”, “La parata del kaos” erano titolano i giornali lunedi’, questo e’ forse quello che rimarra’ in testa ai Belgradesi, che forse sentiranno l’argomento dei diritti omosessuali, gia’ molto lontano dalle loro preoccupazioni, come una cosa ancor piu’ imposta dall’esterno. E si chiederanno se il raduno al parco valeva davvero tutto quel casino…

Gay vs. Balcani

Lo so che qualcuno oggi verrà su samopravo aspettandosi qualche commento a caldo sui fatti degli ultimi giorni.

Non so che dire, sono scandalizzato.

Che i gay siano persone combattive e pronte a scontrarsi anche duramente per affermare i propri diritti, lo sapevamo. Per rimanere in gara, sono pronti ad affrontare non solo l’omofobia ma anche il nazionalismo. Gli scontri sono spesso violenti, soprattutto quando ci sono di mezzo i Balcani, dove molta (troppa) gente vede ancora i gay male, molto male.

Io di solito sto dalla parte dei gay, ci mancherebbe altro, però quello che è successo ieri lo trovo vergognoso: come si fa ad eliminare Dorina da X-Factor? Vi sfido a dire che la coppia gay, i Kimera, sono meglio.

La concorrente albanese era tra le mie preferite in assoluto, i Kimera si vede lontano un chilometro che sono pessimi, e che li votano per altro che non è il canto, come votano il concorrente balbuziente in quanto ha il suddetto difetto. Certo il fatto che Dorina sia albanese non le ha giocato a favore – evidentemente la lobby anti-scippettara è stata più forte di quella anti-gay.

Va beh, archiviato quello che ritengo il vero scandalo di ieri sera, due parole su quel che è successo a Belgrado Domenica.

Non so che dire. La notizia mi sembra che sono riusciti a fare una gay-parade a Belgrado, più che gli scontri in sé.

Del resto, varie altre gay-parade sono state annullate in passato (l’ultima l’anno scorso) perché la polizia non poteva garantire l’ordine e la sicurezza. Già il fatto che il governo abbia schierato fior di poliziotti per consentire la parade mi sembra un fatto buono. Spero che, fatta una breccia nell’omofobia (forse) e constatato che i gay esistono veramente e vivono e lottano con noi, il prossimo anno di gay parade se ne facciano altre, e più numerose,  in tutti i Balcani.

Certo, poi parliamo del fatto che in Serbia c’è gente che a ogni occasione buona si mette il cappuccio e spacca tutto.

Basti vedere cos’è successo allo stadio di Genova ieri in contemporanea ad X-Factor.

Comunque niente di nuovo, mi sembra, no? Ultrà di calcio dementi che spaccano tutto.

Mi spiegate cosa c’è di diverso rispetto agli ultrà della Fiorentina o del Napoli che spaccano tutto? La bandiera albanese bruciata? Il saluto con il tre? Sono il primo a sostenere che la politica deve stare lontano dallo sport, ma mi sembra che se ci concentriamo sulla bandiera albanese o sul saluto siamo fuori strada.

Il derby perso è una scusa migliore per spaccare tutto? Bah. Se vi piace, pensatela pure così.

Il problema sono gli spaccatori in sé. Oltre che il calcio, che (forse perché è l’unico sport che è un concentrato di valori anti-sportivi) catalizza gli spaccatori. Prova ne sia che l’identica partita (Italia-Serbia) però di pallavolo è stata giocata due giorni fa senza che volasse una mosca.

Comunque, sta di fatto che agli stadi (quelli di calcio) ci si mena, e non da ieri. E chi si indigna tanto per il penoso spettacolo del mascherato Ivan Bogdanovic e compagni, arrivando ad auspicare un nuovo Hitler che bruci un bel po’ di Serbi, mi auguro faccia lo stesso quando i protagonisti sono gli ultrà delle squadre di casa nostra. Altrimenti, chi è il vero nazionalista?

Certo, andare a casa d’altri a fare queste figure (soprattutto se sei un paese che cerca di rifarsi un’immagine dopo i disastri degli anni 90) è un po’ da deficienti: vallo poi a spiegare agli italiani che i serbi non sono tutti così, che anzi …

Non so. Evidentemente c’è invece qualcuno, a Belgrado e dintorni, a cui piace giocare al piccolo autodistruzionista, e confermare propagare ancora quest’immagine del serbo-barbaro, ben radicata nell’immaginario europeo occidentale. Probabilmente godendo nel sentirsi rispondere ma che gli abbiamo dato i visti a fare, ma chi li vuole questi in Europa, eccetera eccetera.

Tanto peggio tanto meglio. Mah.

Hai una sigaretta?

Pare proprio che dovro’ licenziare i miei bookmakers s: Ramush e’ in galera e la gente a Pristina e’ in giro a strombazzare coi clacson.

Ma che e’ successo?

Su Ramush non c’e’ molto da commentare, c’e’ solo da raccontare: l’appello della Procura e’ stato accolto. IL proceso di primo grado non e’ stato completo, perche’ due testimoni, che erano stati minacciati, non sono stati sentiti. IL tribunale di primo grado doveva fare piu’ sforzi per cercare di ottenere la loro testimonianza – cosa che non ha fatto, per cui il processo e’ stato almeno in parte ingiusto e va rifatto.

Nel frattempo, caro Ramiush e cari glia ltri due, accomodatevi in galera, che poi vediamo.

Ora non so se il processo andra’ fatto per intero, solo in parte, quando iniziera’, se tesimolonieranno i due testi, e soprattutto se la loro testimonianza bastera’ a trasformare una sentenza di assoluzione in na di condanna. Vedremo.

Quello che mi ha veramente sioccato e irritato e’ la sentenza della Corte di Giustizia.

Vedo i titoletti del TG2 “indipendenza del Kosovo e’ legale” – questo la Corte non l’ha mai detto.

Giusto come premessa, visto che gia’ vedo dita che tamburellano, diciamo che non mi importa niente se il Kosovo e’ indipendente o no, ok? Non mi importa se han dato ragione a uno o all’altro, ok? Almeno non adesso. Voglio solo che capiate cosa cacchio ha detto sta cacchio di Corte oggi pomeriggio. Poi vedete voi cosa pensare, se gia’ cercate informazioni sulla Rete vuol dire che siete piu’ intelligenti della media.


Allora, la domanda in sostanza era questa: “la DICHIARAZIONE di indipendenza del Kosovo e’ conforme al diritto internazionale?”

La Corte ha detto si. Non c’e’ nessuno norma del diritto internazionale che vieta una dichiarazione di questo tipo. 10 voti contro 4. Titoli in sovrimpressione sul telegiornale “Kosovo 10, Serbia 4”. Benissimo. Tutti a strombazzare.

Pero’ vediamo di capire: a che domanda esattamente la Corte ha detto si?

Cosa rispondereste se vi chiedessi: “posso dichiarare che sono il Re di Inghilterra?” Boh, si, chi te lo vieta? Dillo. C’e’ forse una legge che dice che non puoi dichiarare di essere la Regina di Inghilterra?

Ma se vi chiedessi: ho diritto a diventare il Re di inghilterra?

So che sembra una menata che mi sto facendo io in questo momento, ma purtroppo non lo e’. Andatevi a leggere la sentenza se non ci credete, peche’ il punto e’ proprio questo. Una questione pelosa da giuristi secchioni.

Era chiaro che il senso della domanda sul Kosovo era questo: “Il Kosovo ha il diritto di diventare indipendente?” Il Kosovo ha il diritto all’autodeterminazione?” Che e’ quello che tutti volevano sapere.

Questi secchioni dell’Aia invece han pensato bene di non rispondere.

Hanno detto “la domanda e’ sulla legittimita’ della dichiarazione, non sulla legittimita’ della secessione”. Capito?

MI fanno incazzare come quelli che gli chiedi “hai una sigaretta?” e ti rispondono di si. Basta, e non te la danno. “Mi hai chiesto – hai una sigaretta – non mi hai chiesto – mi dai una sigaretta.” Pensano di fare i secchioni spiritosi.

Ma per favore, a che gioco giochiamo? Tutto il mondo ti sta a guardare, ci sono almeno venti o trenta regioni o popoli al mondo che guardano al caso del Kosovo, e tu mi dici” Volevo prprio dirti se la secessione era legale o no, ma non me l’hai chiesto”.

Se la cavano cosi’. Ma per favore. Intanto pero’ tutto il mondo (che per fotuna al 99.9% non e’ composto da avvocati) pensa che la corte abbia detto che il Kosovo aveva diritto di secedere.

Certo, la domanda era formulata di merda, e sono d’accordo che qualcuno in Serbia dovrebbe pure fare mea culpa e magari dimettersi.

L’unica soluzione sarebbe adesso di fare un;altra domanda, forumlata meglio, e aspettare altri due anni che l’oracolo di Delfi si degni di rispondere, possibilmente senza far finta di non capire cosa uno gli sta chiedendo.

Ronf ?

Rieccomi.

Riemergo (solo temporaneamente) dal lungo letargo estivo in cui mi sono autoconfinato, e in cui mi sto trovando assai bene.

Riemergo perche’ son stato svegliato da uno strombettare di vuvuzela, da un clamore di notizie, da un fragore di eventi che si avvicinano a grandi passi e ormai si profilano all’orizzonte.

Succede tutto questa settimana, quindi prendete appunti.

Domani, il verdetto del tribunale dellAia su Ramush. Come, non era finita? No. Povero Ramush, non lo lasciano mai in pace. E’ un po’ il Berlusconi del Kosovo, un perseguitato. Insomma, domani (21 Luglio) e’ attesa la decisione sull’appello presentato dalla Procura che ha chiesto di rifare il processo. Ho aperto un sito prallelo di scommesse, samopravo.bet. Do la vittoria della procura 12:1, la vittoria di Ramush e i suoi a 1,25:1. Scommettete che ho bisogno di far cassa per pagare il dominio su internet.

L’altro grande evento e’ la pronuncia della Corte di Giustizia (sempre all’Aia: stessa citta’, diverso tribunale) sulla legittimita’ della dichiarazione di indipendenza del Kosovo. Ne abbiamo gia’ parlato altrove, se ben ricordate, qui e qui). Qui i miei bookmakers sono un po’ confusi, ma danno illegittimita’ secca a 8:1, illegittimita’ ma con indicazione che una nuova prassi si sta formando (o qualcosa di simile) a 7:1, mentre la legittimita’ secca sta molto alta, intorno al 20:1.

Detto cio’, a prescindere dal risultato, sempre i bookmakers danno come reazioni successive al verdetto: sciacquatura totale di palle dei Kosovari a 4:1, sciacquatura di palle parziale con qualche commentino a 2:1, incazzatura parziale a 8:1, incazzatura totale con proteste e magari bombette varie a 15:1. Gli stessi risultati per i Serbi, ma con quote invertite.

L’ultimo, ma non meno importante evento della settimana e’ il concerto dei Chemical Brothers a Prizren il 23, venerdi questo. Questo si che fa notizia, e ci voleva. Fa bene a Prizren, che si lancia sulla scena musicale internazionale, dopo essersi affermata su quella cinematografica con il successo del Dokufest. Fa bene ai Chemical Brothers, che vengono a mettere un freno al francamente insopportabile strapotere dell’hip hop in Kosovo dopo i concerti di 50 Cent e Snoop Dogg. Fa bene soprattutto anche agli amici Kossovari, che non possono varcare il confine per andarsi a “comprare” un po’ di musica e cultura. Che almeno venga qualcuno a fargli la consegna a casa.

A perfect day

Era qualche settimana che aspettavo l’occasione per potervelo dire, senza girarci troppo intorno: samopravo va in letargo.

Non dico che non ci scrivero’ mai piu’, dico solo che se alle dieci del mattino la giornata in ufficio vi sembra ancora insopportabilmente lunga, per un po’ andatevi a cercare un altro sito per farvela passare.

Non staro’ li’ a raccontare il perche’ e per come, che peraltro risulterebbero di dubbio interesse generale.

Diciamo solo che dopo tre anni un po’ mi sono stancato di scrivere, e poi ho troppe altre cose importanti da fare, tipo allenarmi a scacchi per riuscire a battere i vecchietti al parco almeno una volta.

C’e’ anche il fatto che, questo va anche detto, la cronaca quaggiu’ non e’ che abbia piu’ il ritmo travolgente di un tempo – il che mi lascia spesso a corto di idee.

Potrei raccontarvi della nuova compagnia London taxi che ha sguinzagliato due dozzine di macchine inglesi in girp per la citta’ con tanto di autista in smoking, o della santa rissa tra monaci scoppiata nel monastero di Gracanica, o di quanti cassonetti in fiamme ho visto oggi sulla strada dall’ufficio a casa mia, ma vi interessa veramente?

Piuttosto, veniamo a noi. Aoh! Sono gia’ passati due sporchi e fangosi anni da quando ero qui col mal di schiena in casa a scaricare le foto della giornata dell’indipendenza e a guarda i fuochi d’artificio fuori dalla finestra. Sembra incredibile vero? Eppure…

E quale ricorrenza migliore che l’anniversario dell’indipendenza per celebrare il nostro bell’arrivederci?

Suvvia, non siate tristi, ci sono tanti altri blog che parlano di Balcani. Lina da sola ne avra’ almeno sei.

E via, basta con quelle lacrime, lasciamoci con un sorriso:

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Vi piace? E’ il mio.

Notate quanto fosse ingiallito e tartaroso prima (foto a sinistra), e come sia invece candido e smagliante adesso (foto a destra). C’e’ quel piccolo residuo bluastro sulle gengive, ma il dentista, che ha compr… ehm, preso laurea e diplomi nelle migliori universita’ americane a Pristina mi assicura che nel giro di pochi anni sparira’, e poi esalta il nuovo bianco dei denti.

So che siete invidiosi. Lo volete anche voi? Basta chiamare la Gopal Dent, che ha importato il brevetto Zoom USA appunto dagli USA. Si tratta di un trattamento assolutamente sicuro, non invasivo e direi quasi piacevole. Qui sotto mi vedete mentre mi sottopongo al suddetto intervento. Notate appunto il sorriso, che gia’ si profila smagliante:

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Se avete altri problemi dentari, non c’e’ problema. Sono lontani i tempi di tenaglie e estrazioni, qui ormai si cura di tutto e lo si fa pure bene. Chiedetelo ai Carabinieri, che si sono tutti fatti rifare dalla dentista Gloria corone, ponti e capsule.

Perche’? Per il semplice motivo che qui il dentista costa circa il dieci per cento che in Italia.

Non il dieci per cento in meno, il dieci per cento proprio.

Faccio un esempio: una piccola otturazione dal mio dentista in Italia: 300 euro. Piu’ due radiografie, 30 euro l’una, totale 360 euro.

Da Gloria, ho fatto le stesse cose per la seguente cifra: per l’otturazione, 30 euro. Per la radiografia: tre euro (tre euro!). Lasciamo stare che la radiografia mi ha mandato a farla nello scantinato di un suo amico che mi ha messo sulla sedia da barbiere e un giubbotto antiproiettile prima di sparare il raggio X. Sono dettagli.

Chissa’ che non sia questo il business che puo’ finalmente rilanciare la stagnante economia kossovara?

E una carie e’ un pretesto buono come un altro per venire a mettere un po’ il naso in questo angolo di mondo.

Il Bombarolo (continua)

Comunque, io a vedere Bill ci sono andato.

Non potevo perdermelo per neinte al mondo.

Era un po’ come ce lo si poteva aspettare: Bill e’ stato annunciato come un eroe (“Kosova honors a hero”, dicevano i manifesti) ed e’ stato ricevuto come tale.

I suoi faccioni, in eta’ variabili tra i 30 e i 60, erano dappertutto.

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Cosi’ come le bandiere a stelle e strisce.

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In centro citta’, (nel Bill Clinton boulevard – e dove altro, se no?) c’era la folla delle grandissime occasioni. Suppergiu’ diecimila persone, a mio personalissimo occhio.

Stipate un po’ dovunque ci fosse una superficie orizzontale calpestabile.

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Ho visto dei vecchietti passare attraverso la vetrata rotta di una scala condominiale per accedere a questo balcone.

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Nonostante le insistenze dei vecchietti, io alla fine non ci sono salito, sul balcone. No grazie. Mi vedevo gia’ a crollare giu’ tipo stadio Heysel.

Ma immagino che ne valesse la pena e che ci fosse una visuale superlativa sul palco. Con sopra Bill, Thaci, Sejdiu, danze tradizionali, nani e ballerine.

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Come da previsioni, la venuta dello zio Bill e’ stata un’ ottima propaganda elettorale per Thaci e il suo partito. Si sono confermati prima forza politica del Paese, davanti non solo ai rivali storici (fin dai tempi dell’UCK) di Ramush e compagnia, ma anche ai moderati dell’ex presidente Rugova.

Eccolo qua il serpentone Thaci:

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Eccolo li’, lui che si vanta di essere l’autore dell’indipendenza del Kosovo, che applaude tutto tronfio il suo ospite. Ben sapendo di non essere lui, ma chi gli sta vicino sul palco, il vero, glorioso, unico, canuto padre della patria.

Tutto un magna magna

Non so chi sia il creativo dietro agli slogan di Vetevendosje, ma di sicuro e’ uno sveglio.

Domenica (dopodomani) si vota per le elezioni amministrative.

Come al solito, i Vetevendosjani lanciano appelli al boicottaggio.

Stavolta se ne sono usciti con la coniugazione del verbo “Votare”

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Io Voto

Tu Voti

Egli Vota

Noi Votiamo

Voi Votate

Loro se ne approfittano